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Dicono di noi

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Trekking alle Isole Egadi - dal 25 al 30 aprile 2019:
Al Cai di Abbiategrasso ed a tutti gli amanti dei trekking

Quando  ho deciso di prenotare il trekking alle isole Egadi, ero sdraiata sul  divano con due costole fratturate, dolorante, amareggiata ma  determinata.
Ho coinvolto in questo progetto di "ripresa" due mie  amiche, Anna e Barbara, senza conoscere chi lo organizzasse e coloro che  vi avrebbero partecipato, insomma al buio.
Sin dall'inizio  della vacanza è stato tutto sorprendentemente perfetto: il viaggio, le  coincidenze con gli altri mezzi di trasporto, pullman privato e  aliscafo.
Mi sentivo immersa in un mondo irreale, fatto di natura, sorprese e compagni di viaggio, che mi sembrava di conoscere da sempre.
L'arrivo  e l'accoglienza sull'isola di Marettimo da parte degli abitanti del  posto è stato a dir poco calorosa, come solo i siciliani sanno  trasmettere. In poco tempo ci siamo ritrovate in una casa privata del  piccolo borgo affacciato sul mare.
Paolo è stato un ottimo  organizzatore e coordinatore, sempre attento alle esigenze di tutti e  comunque discreto. Ha saputo gestire un gruppo numeroso, composto da  persone diverse tra loro ma abituate a camminare o a partecipare alle  diverse proposte senza lamentarsi.
E' stato un susseguirsi di  sorprese, tra trekking su sentieri rocciosi, visite a castelli e grotte,  immersi in questo paesaggio incontaminato con panorami di incredibile  bellezza.
L'iniziale giro di Marettimo in barca è stato poi un  regalo inaspettato che ci ha permesso di conoscere l'isola dal mare e  poter apprezzare le sue coste selvagge a picco sul mare, accompagnati  dai racconti di Francesco, giovane siciliano innamorato della sua isola.  Ammirevole il suo impegno, la sua passione per la sua terra e  soprattutto le molteplici capacità, come condurre la barca o cucinare  per così tante persone.
Infine la sorpresa finale della tavola  imbandita con i dolci tipici siciliani dell'ultima sera, offerti dalla  nostra coordinatrice locale, e la visita guidata ad Erice, hanno  completato questa vacanza indimenticabile, che ci ha permesso di  estraniarci dal modo frenetico in cui siamo immersi quotidianamente.
Che  dire, un ringraziamento particolare al Cai di Abbiategrasso, alla  nostra guida Paolo e a noi che abbiamo saputo apprezzare ogni cosa con  coinvolgimento.    
Gemma Beltrami


Ciao Paolo
sono Catia ti mando le mie riflessioni sul trekking Egadi
Nell’ultimo lembo della Sicilia occidentale, ai confini con l’Africa,
si ergono le Egadi: Favignana, Levanzo e Marettimo quest’ultima per i
greci considerata “Isola sacra” e noi qui abbiamo alloggiato.  Siamo
stati ospitati nelle case di famiglie di pescatori e ci hanno fatto
sentire “a casa”.  Marettimo è un luogo speciale dove camminare lungo
la verdeggiante dorsale e la frastagliata costiera per raggiungere
isolate spiagge e bianche scogliere dai fondali cristallini.
Itinerari fra cielo, mare e calette carichi di estrema suggestione.
L’impatto con i profumi delle erbe aromatiche e del sottobosco
abbinato all’odore salmastro del mare ti portano in un’altra
dimensione, il rumore del vento ti fanno tornare indietro nel tempo ed
assaporare i valori di una volta.  Gente semplice, gente di mare che
cerca di portare avanti le antiche tradizioni senza lasciarsi
influenzare e trascinare dal turismo di massa.   Un posto magico “per
staccare la spina”.  Esperienza personalmente molto positiva dovuta
anche al buon connubio dei partecipanti e da riprovare.  Queste isole
sono speciali.
Alla prossima e grazie anche a te Paolo  
Catia Balzaretti


                                               
Ciao Paolo,
a nome di noi 5 della BdT ti mando un piccolo scritto sul nostro trek alle Egadi

Partire è sempre un’avventura, fare un trek poi, una sfida.
E  allora eccoci noi cinque amiche della Banca del Tempo di Buccinasco  pronte a raccogliere la sfida contro il tempo, l’umore, la fatica, ma  anche con tanta curiosità per ciò che ci sarà da vedere, fare e  incontrare.
Le  Egadi viste e conosciute solo attraverso i documentari e chi sapeva  avremmo trovato tanto verde e un mare così chiaro? Una fioritura così  sorprendente e quegli scorci da mozzare il fiato? Quei profumi tanto  forti e quelle discese così ripide e sassose? I dolci così buoni e  l’acqua tanto fredda?
Sei  giorni in buona compagnia dove abbiamo trovato di tutto il sole, il  vento, i sapori, le camminate, le scottature, i pianti, le risate, le  cadute, i musi lunghi, le mangiate, le arrabbiature, i colori,  l’amicizia, la meraviglia,  i panorami, le incomprensioni, le sorprese,   la stanchezza, i sorrisi, tanta storia e archeologia, tutto concentrato  in tre piccole isole!
Franca, Ivana, Lucia, Rosa, Donata
Trekking a Marettimo: TRA CIELO E MARE
Marettimo  con Favignana e Levanzo forma l’arcipelago delle Isole Egadi, a ovest  di Trapani, ed è la più lontana, la più aspra, la meno abitata e la meno  antropizzata; gli abitanti si dedicano alla pesca e al turismo.
L’isola  è prevalentemente montuosa, con un’altezza max. di 684mt, notevole data  l’estensione della stessa e dal suo piccolo centro abitato non partono  strade, ma sentieri che la percorrono tutta.
E’  quindi ideale per una vacanza, seppur breve, per chi ama camminare su  sentieri montani, spesso impervi, che partono dal mare per arrivare fino  al cielo e quindi ritornare al mare dove, condizioni permettendo, un  bel tuffo è auspicabile.
L’ospitalità  e la cordialità degli isolani, abituati alla solidarietà e alla  condivisione, infondono un senso di pace e spensieratezza che aiutano ad  apprezzare i luoghi, la compagnia e a sopportare con allegria le  fatiche delle escursioni.
Panorami  mozzafiato si aprono di continuo e colori che stupiscono tanto che non  si smetterebbe mai di scattare foto, anche se le immagini più belle sono  quelle si portano nel cuore.
Grazie all’organizzatore, Paolo, e alla compagnia tosta, questo trekking rimane per me qualcosa di unico e indimenticabile.
Gabriele
Arrivati a Marettimo ci accolgono una splendida giornata di sole e un  vento che ,a volte lieve,altre più deciso,ci accompagnerà per tutto il  periodo della vacanza trekking,donandoci frescura o freddo secondo la  ventilazione marittima.Il paese sull isola si presenta con un piccolo  ammasso di case bianche,decorate da imposte blu che,come dirà la nostra  accompagnatrice,rispettano regole di abbellimento,in monotinta,  destinati a caratterizzare l aspetto dell isola.
La sistemazione  di persone e bagagli avviene rapidamente e,in base al numero dei  nuclei,ci si accomoda in piacevoli abitazioni,fornite di tutti i servizi  necessari per la pulizia e il riposo.
Fin da subito ,dopo una  rapida presa visione e collocazione negli appartamenti,ci si ritrova per  un giro di perlustrazione del paese,è anche una occasione per  sgranchirci da una giornata trascorsa seduti,prima in aeroporto,dalle 5  20 del mattino,poi in volo,quindi in pullman da Palermo a Trapani,da cui  in aliscafo fino a Marettimo.
Al porto piccole imbarcazioni  colorate e chiamate con nomi femminili, si appoggiano sull acqua,in  attesa di partire per la pesca notturna.Vicino,i pescatori caricano  massi di reti finissime entro cui raccoglieranno il pesce,lo stesso che  poi al ritorno sbrogliano con pazienza dalle fitte reti dove sono  imprigionate varietà di pesci.Su un ripiano terrazzato un gruppo di  vecchi sedentari guardano il mare e parlano tra loro,osservando con  tranquillità i nuovi i turisti,senza mostrare meraviglia.I cani,liberi e  pacifici ci seguono aspettando un compenso di cibo.Ben  presto,camminando per i vicoli si giunge alla piazza dove si erge la  Chiesa,sempre aperta.fino a tarda sera, decorata all' interno dalle  statue protettrici del luogo,primo fra tutti S Giuseppe e un Signore che  si ritroverà spesso altrove con il braccio teso in segno di avvio.Su un  muro laterale della Chiesa grandi piastrelle raffigurano i miracoli  avvenuti in mare;accanto, un bar dagli squisiti aperitivi con  tartine.Proseguendo la visita si incontrano due negozietti di alimentari  e un altro bar che offre la visione sul mare da una lunga balconata  esterna.Infine ci ritroviamo tutti al ristorante “il Pirata” dove ogni  sera ci recheremo a cena per gustare pesce fresco e cucina locale.
Nei  giorni successivi la partecipazione ai trekking è facoltativa,in  alternativa Paolo propone percorsi che si confanno alle esigenze di  tutti.Alcuni spostamenti in barca ci consentono di raggiungere le isole  che compongono l' arcipelago,Favignana,Levanzo oltre a darci l' ebbrezza  della navigazione veloce e le soste per brevi bagni nell' acqua  gelata.L ascesa alle tortuose colline delle isole ci permette ,di  visitare rovine romane e castelli arroccati su punte che a volte  richiedono un lungo cammino ma appagato da meravigliose vedute dall alto  che spesso ci troviamo ad ammirare durante le escursioni di tutto il  periodo.Una bassa e robusta vegetazione mediterranea ci accompagna lungo  gli aspri sentieri dove si mischiano profumi di erbe selvatiche e  aromatiche,salvia,timo,finocchietto,rosmarino e fiori dai vivaci colori.  Dagli strapiombi marittimi si intravedono i fondali di una limpidissima  acqua sulla cui superficie,in alcuni punti,galleggiano mollemente  piccole e innocue meduse viola.
Ogni giorno la esplorazione dei  luoghi si inframmezza alla emozione dei paesaggi, l asprezza delle  alture e gli splendidi panorami sul mare solcato da onde levigate o  innalzate dal vento fino a fermare il respiro perchè non li si vorrebbe  mai abbandonare,stupiti e attoniti di fronte alla vastità, alla  impetuosità, alla varietà di  forme,colori,consistenze,superfici,dislivelli,incrostazioni,fessure  ,insenature,aggrottamenti che la natura ci riserva in queste splendide  isole italiane e nel mondo intero.
E ogni giorno le conoscenze si  arricchiscono con la relazione tra i compagni di viaggio,scambi di  vissuti,opinioni,scherzi,risate,ironia,senza mai smettere di parlare e  condividere le sensazioni,le foto,osservare e confrontare le conoscenze  di piante e animali,erbe,rocce,arbusti,foglie,fiori,consumare pasti  frugali su spiagge,in mezzo ai boschi,in barca e godere insieme, la  libertà dell aria , della terra, dell acqua.
Un viaggio  indimenticabile che rimane dentro,nel corpo,nell anima, nel cuore, nella  mente, al quale,una volta a casa bastano piccoli dettagli di vita  quotidiana per ricongiungersi e ripercorrere la bellezza dei luoghi e  delle persone per poi ritrovarsi immersi in quella nostalgia e voglia di  vicinanza che ti afferra e non ti lascia andare.Grazie a Paolo Zambon  per la organizzazione e conduzione del gruppo e a tutti per la compagnia  e il comune sentire,toccare,ascoltare rumori,suoni,aspirare odori in  una intesa spontanea,silenziosa, dove bastano sguardi per capire e  capirsi,dove si affrontano fatiche per raggiungere mete in una sintonia  di idee ed ideali che la montagna,in particolare stimola e appaga.
m.angela


Siamo  partiti in 36 con il gruppo Cai di Abbiategrasso accompagnati dalla  nostra ottima guida Paolo Zambon per un'esperienza che è risultata subito  incredibile. Entusiasmo, interesse, divertimento e condivisione sono  state le prime parole chiavi che ci hanno unito nel viaggio trek alle  isole Egadi e in particolare a Marettimo, l'isola più lontana e più  incontaminata delle Egadi.
All'arrivo  a Marettimo siamo rimasti subito colpiti dai sorrisi della gente e dal  calore dei saluti di tutte le persone che ci hanno accolto nelle loro  case. Immediatamente si è percepito un senso di amicizia e di comunanza  che è raro trovare in altre parti. Ci siamo sentiti come "adottati"  dalla popolazione locale.
La nostra avventura è iniziata così, in questa isola che è la  più selvaggia, un angolo di paradiso per noi escursionisti alla ricerca  di un contatto puro con la natura. Il mare cristallino ci avvolgeva  a tutto tondo e il paesaggio  era da togliere il fiato. Lì abbiamo scoperto anche una terra ricca dal  punto di vista delle prelibatezze culinarie grazie alle buonissime cene  gustate nel nostro ristorante "Il Pirata" che ci accolto e coccolato di  ogni specialità locale per tutta la nostra permanenza sull'isola.
Appena giungi, il pomeriggio stesso alcuni marettimani ci hanno accolto con un un'escursione in barca per  ammirare la bellezza delle grotte e le coste possenti dell'isola. "Mare  e Monti" si univano in un'avventura comune. Noi "camminatori" del Cai  abituati a scalare montagne, ci siamo trovati a vivere emozioni uniche  su una terra nuova tutta da scoprire.
Ci siamo immersi nelle bellezze naturalistiche dell'isola  di Favignana e di Levanzo alla scoperta di ciò che poteva offrirci  questa esperienza che ci ha stupito sin da subito. Non solo la natura  incredibilmente bella, ma un grande valore aggiunto è stato dato dalle  interessanti spiegazioni di carattere storico della grotta del Genovese a  Levanzo e della visita del castello di punta Troia a Marettimo. Oltre a  "Mare e Monti", anche "Storia e Natura" si univano in un connubio  carico di forti sensazioni.
Così  per sei giorni il serpentone colorato di noi escursionisti ha camminato  lungo luoghi e sentieri ricchi di storia circondati da una macchia mediterranea fiorita e profumata: abbiamo incontrato sul  nostro percorso "case Romane", "a praia i Nacchi","a praia du Mase  u casto" fino a raggiungere punta Troia, un punto panoramico e molto  romantico, calar del sole, da rimanere senza parole.
La scalata a Pizzo Falcone è stato uno dei momenti più incredibili: siamo saliti sul punto più alto dell'isola avvolti da un vento di maestrale dall'aria  fresca e frizzante. Volevamo arrivare in cima e ammirare l'orizzonte a  360 gradi e toccare il cielo con quel senso di libertà che solo una  ascesa come questa ci poteva dare. Il cammino per noi non era faticoso  perché eravamo carichi di entusiasmo e determinazione. Era l'escursione  più importante e dovevamo riuscire ad affrontarla. Arrivati alla cima  non ci siamo resi conto che quello era solo l'inizio. La discesa da  pizzo Falcone a punta Troia è stato il momento più bello che abbiamo  vissuto: il sentiero ci ha lasciato una grande meraviglia proprio per la  bellezza delle dorsali e delle creste circondati dal mare, dal cielo e dalla terra di quest'isola.
Questo  nostro viaggio straordinario si è concluso con la visita di Erice,  piccolo borgo medievale che ci ha accompagnato per l'ultimo saluto alle 3  isole. Dall'alto di Erice si avvistava la sagoma dell'isola di  Marettimo. In quel momento si coglieva proprio la sensazione di essere  giunti lì per salutare Pizzo Falcone che da lontano lo sentivamo ormai  parte di noi.
Nel  nostro ritorno a casa quanti ricordi ci siamo portati dentro:  ricorderemo sempre l'acqua cristallina del porticciolo di Levanzo, il  mare pieno di meduse, il tuffo dell'acqua ghiacciata a cala rossa di  Favignana, il risveglio dei pescatori allo "scalo nuovo" di Marettimo  che ogni mattina ci accoglievano con il loro pescato, la figura del  vecchio pescatore chiamato il "Pirata" che ogni sera passava e ci  accoglieva ai tavoli del suo ristorante, e tante altre intime emozioni  indescrivibili che nascevano dalla luce del primo mattino al profumo  ventoso di ogni passeggiata dove tutto aveva inizio fino al mistero  sospeso di un cielo sull'isola prima di sera.
Martina Cassiano


Piccolo resoconto di un viaggio.
Alle Egadi col CAI.
I  trekking nelle isole mi piacciono molto. Ho scoperto da qualche anno  questo modo di unire esplorazione, mare e la scoperta di luoghi  selvaggi. Partendo con un gruppo di 36 persone le preoccupazioni ci sono  ma io non mi faccio problemi più di tanto e poi… la compagnia di due  amiche attutisce i rischi. Malgrado le incognite e il mal di testa del  volo in aereo più pullman più traghetto questo viaggio si è rivelato fin  dall'inizio piacevole e pieno di buone sorprese… e poi, i problemi al  ritorno, non li abbiamo avuti noi, siamo state fortunate!                                                                                                                                                                                                         Il primo giorno un inaspettato giro per mare alle grotte, come guida un ragazzo locale  simpatico, competente e appassionato della sua isola. E' stato più di un  giro da turisti! E poi la compagnia non è stata banale. Dopo i primi  tentennamenti molti si sono decisi a buttarsi in mare e a esibirsi in  tuffi dal piccolo trampolino. Anche il secondo giorno il giro alle isole  e la visita della Grotta del Genovese è stata superiore alle  aspettative. La bellezza dei luoghi è abbacinante e la varietà di  profumi ed erbe da scoprire era notevole. Alla grotta ho apprezzato la  professionalità della guida e la sua palese passione per la storia dei  luoghi.                                                            I  percorsi di terra sono sempre stati condotti da Paolo in maniera  impeccabile e piacevole con attenzione a noi tutti ma senza pressione e  il suo modo di portare il gruppo mi è sembrato davvero appropriato,  gestendo ciascuno con simpatia malgrado il numero elevato di persone e  noi ci siamo trovate bene sia in cammino che a tavola. Con discrezione  sono stati risolti i piccoli problemi e ci siamo trovati alcune sorprese  piacevoli come la visita di Erice e il festoso saluto di commiato con  dolci per tutti. La salita più impegnativa è stata funestata da una  burrasca di vento su cui, malgrado tutto, abbiamo riso e scattato una  bella fotografia!           
I luoghi sono meravigliosi e  descriverli ispirerebbe molti a venire  ma dopo questo primo viaggio con  il CAI Intersezione di Abbiategrasso-Corsico ci si azzarderebbe anche a  tornare insieme in un prossimo viaggio e questo è il risultato più  strepitoso.
Grazie
Barbara Bonazzi


TREKKING CAI alle isole  EGADI                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     
Trovare aggettivi per definire in modo esaustivo questa bellissima avventura passata assieme non è facile poiché si rischierebbe di renderla  riduttiva rispetto alla realtà.
Marettimo è un’ isola che invita a riflettere sia sulla bellezza della natura che la circonda, sia su noi stessi, essendo caratterizzata  da scorci di incredibile bellezza.
 
Isola che profuma di passato, di altri tempi, e che vuole, come da considerazioni fatte con i residenti, rimanere tale. Al Museo del Mare , piccola ma importante testimonianza di ricordi e reperti dell’isola, abbiamo incontrato la persona che lo cura e, dalle poche parole scambiate, si avverte la ferma determinazione dei suoi abitanti, che hanno anche avuto in passato storici di emigrazione, di vivere il presente, con il ricordo del passato.
La vita dei residenti, negli anni precedenti dedicata all’agricoltura e alla pesca, oggi è impostata sul turismo e sempre costantemente al mare.  Il mare che la circonda è meraviglioso, ma nel contempo spesso anche ostacolo alla possibilità di rendere l’isola più fruibile alle persone. Negli anni, con maggiori mezzi a disposizione, i  collegamenti sono aumentati, ma  in passato, essendo Marettimo la più lontana dalla Sicilia, era  anche la più isolata e difficile da raggiungere.
I giorni vissuti sull’isola sono e rimarranno impressi nella memoria di ognuno di noi, per tutto quanto abbiamo insieme apprezzato,  ma  anche per le giornate trascorse al ritmo della natura, permettendoci di uscire dai ritmi abituali.
Abbiamo alloggiato in abitazioni essenziali, che però ci hanno permesso di riposare con il rumore del mare che faceva da cornice alla notte .Le cene sono state indimenticabili sia per il cibo sia per l’allegria dei commensali.
Le barche,  dai  colori tipici del sud,  riempiono le strade, essendo  quasi sovrapposte e pigiate le une sulle altre,  come per evidenziare, nella loro quantità, quanto questa terra sia legata al mare.
I pescatori che al porto, in prima mattinata tolgono il pescato dalle reti e lo vendono ai pochi presenti riservando la rimanenza a loro stessi, sono situazioni che si possono  vedere solo in filmati.
Pizzo Falcone, punta estrema dell’isola, che con la sua magnificenza la domina,  ci indirizza su Punta Troia, dove spicca uno splendido castello eretto a simbolo dell’isola. Maniero che ci riporta nella storia passata con leggende e realtà che si intersecano.
Marettimo  è il luogo dove abbiamo soggiornato, ma non si può fare a meno di menzionare Levanzo per la sua semplicità e l’elegante Favignana.
I giorni sono trascorsi velocemente, ci siamo trovati alla fine dell’avventura senza quasi accorgerci e questo è senz’altro il miglior riscontro che si possa avere.
Si potrebbero citare tante altre cose, ma è d’obbligo concludere con un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato e che hanno  permesso con la loro disponibilità e cordialità, di unire al lato TK un lato umano, favorendo un positivo clima relazionale.
A Paolo va un particolare  ringraziamento, nella speranza che ci proponga in un tempo relativamente vicino nuove e fantastiche avventure.
Severino


A Marettimo si arriva solo in barca.

Marettimo è un puntino sulla mappa, un isolotto che è poco più che uno scoglio in mezzo al Mediterraneo. La più occidentale delle Egadi, la più selvaggia, la più incontaminata.
L'isola sacra dei Greci è una dea adagiata mollemente - il collo reclinato, un ricciolo le gioca sulla fronte. Cullata dalle onde che ne proteggono i tesori, levigata dalla brezza del mare, l'abbraccio del sole la sospende nel tempo. Marettimo sa di timo, rosmarino e di sale. Come potrebbe quest'isola non essere dimora di una qualche divinità?
E proprio come una dea, Marettimo sa mostrare il suo lato più terribile: la forza dei marosi invernali e il freddo vento del Nord che tira in secco le barche ci parlano di una vita lontana, sommersa dal tempo.
Una vita difficile e aspra, ma, forse, più vera. Una vita che scorrendo lenta insegna all'uomo la pazienza dell'attesa, la gioia nel ritrovarsi parte del tutto, e il sorriso sereno di chi ha capito e accoglie la propria sorte come un vecchio amico.
A Marettimo di notte cielo e mare sono neri, confusi nel proprio abbraccio. Ma le stelle sono lì, sono sempre lì - guide fidate - ad insegnarci ancora, anche oggi, la rotta.
A un orecchio sbadato Marettimo può sembrare silenziosa, ma quando il vento tace, se si presta attenzione, si riesce a percepire il fragore delle navi cartaginesi ferite dai rostri romani, e il battere dei remi, e le urla degli uomini. E quando l'aria è tersa in lontananza appare la flotta di Ulisse - negli occhi la patria, tutt'intorno solo il mare. Si sente il canto delle sirene che chiamano i naviganti, i comandi del Raìs, i sospiri di chi prega - non importa in quale lingua, il mare a tutti fa paura.
È solo suggestione? O non è forse quest'isola un miracolo? La pennellata di un pittore, la sensibilità di un poeta, la sua poesia più bella?
Si sentono anche i commiati amari dei pescatori (una lacrima riga le guance seccate dal sole). Cercano il California la propria fortuna , una vita migliore.
E si sentono le esplosioni di gioia del migrante che torna, ritrova gli amici di una vita lontana, e il paese sempre uguale, e la propria casa, e i ricordi.

A Marettimo si arriva solo in barca. Ma mai ti puoi allontanare del tutto.
Basta appoggiarvi un solo piede, e già l'incantesimo ha avuto inizio.
Tu provi ad andartene, ma lei, bellissima, senza dire una parola, rimane lì, immobile - un faro che chiama in porto - e ti attira il suo profumo, la sua bellezza che ti mette a nudo.
Come i naviganti che inseguono la propria stella. Puoi solo cercarla. Non dimenticarla.
Delia



 
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